Oggi allenamento al Parco Lambro. Una corsa stranissima che merita di sicuro un commento, a parte. Ma sono altre le cose da dire ora. Mentre correvo un pensiero, un emozione cristallina: "Parco Lambro mi mancherai... non ci sono cazzi". Tra pochi mesi cambierò casa e finirò a correre ed allenarmi da tutt'altra parte e oggi, mentre correvo, mi sentivo triste come ci si sente di solito nelle stazioni poco prima di salutarsi. Quei binari maledetti. Si, posso sempre prendere la macchina e ogni tanto tornarci, ma non è la stessa cosa. No, non è la stessa cosa. Iniziai a correre a NY nel 2001, il battesimo me lo diede Central Park, ma è qui, in questo Parco Lambro milanese, che ho fatto il resto. In sette anni di allenamenti, Parco Lambro, per la sua vicinanza, è diventato un estensione di casa mia. Casa mia, tre piccoli locali, più bagno, più cucinotto, più Parco Lambro. Lasciare questa casa sarà un mondo, un capitolo... un commento, anche questo a parte. Ho fatto due calcoli, in 7 anni di corse dentro Parco Lambro ho fatto 10.000 km circa. Diecimila chilometri. C'ho corso dentro di sera col buio pesto, col freddo e la nebbia. Di mattino presto, all'aurora, col primo caldo. Col vento di primavera. Con la neve d'inverno. Con le foglie che cadono e fanno un tappeto. Ma soprattutto con la pioggia. Perchè il Parco Lambro con la pioggia estiva e primaverile, quella intensa, è bellissimo. Stupendo. C'ho corso prima e dopo gli infortuni. C'ho corso dentro. Molte volte, alla fine di una maratona, o di una mezza in giro per l'Italia ,ho pensato al Parco Lambro. Mi ha aiutato. In piena crisi, quando mancavano meno di tre chilometri, mi dicevo, dai cazzo, dai, ti manca un giro di Parco Lambro. E con la mente percorrevo il giro del Parco Lambro. Dai...Ti manca solo quel fottuto giro del Parco Lambro. Sì, quel fottuto giro da 2.450metri mi mancherà. Tanto.